Uccise compaesano, confermati 18 anni

La Corte d'assise d'appello di Sassari, presieduta da Mariano Brianda, ha confermato la condanna a 18 anni di reclusione nei confronti di Marcello Gungui, il 32enne di Mamoiada ritenuto responsabile dell'omicidio del compaesano Danilo Sella, 23 anni, ucciso con una fucilata al volto il 18 dicembre 2008 nelle campagne del paese. Una sentenza fac simile al verdetto di primo grado emesso dal gup di Nuoro Claudio Cozzelle l'1 febbraio 2016. La condanna di Gungui era arrivata a sette anni dal delitto, al termine di un processo indiziario basato su intercettazioni, sommarie informazioni e testimonianze, tuttavia il movente non è mai stato chiarito. Per la morte di Danilo Sella - i cui familiari si sono costituiti parte civile con gli avvocati Francesco Lai e Sebastian Cocco - il gip Mauro Pusceddu aveva disposto l'imputazione coatta nei confronti di Gungui. La Procura, infatti, aveva chiesto l'archiviazione ma il giudice lo aveva obbligato a riformulare l'imputazione contestando all'imputato il reato di omicidio volontario senza l'aggravante della premeditazione. Conclusa l'autopsia, l'anatomopatologo Vindice Mingioni aveva parlato di un'esecuzione in piena regola: Sella fu ucciso con un colpo di fucile calibro 12 esploso a bruciapelo. Gungui - difeso dagli avvocati Basilio Brodu e Gianluigi Mastio - si è sempre dichiarato innocente, ma da alcune intercettazioni era emerso che possedeva un fucile calibro 12, compatibile con quello usato per l'omicidio. Condannato in appello anche il secondo imputato, Antonio Deiana: prescritto il reato di favoreggiamento (avrebbe aiutato Gungiu a disfarsi del fucile), la Corte gli ha inflitto un anno e 4 mesi - 4 in meno del primo grado - per porto in luogo pubblico di arma da fuoco. (ANSA).

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